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20 agosto 2010

Sul ponte sventola bandiera bianca


Poveri stupidi. Questi fastidiosi ecologisti, ambientalisti, animalisti, sempre ad intromettersi tra le comodità altrui! Eh già, voi che parlate così, mi è capitato di ascoltarvi, voi che l’adolescenza l’avete passata da un po’, magari avete già dei figli e una carriera avviata, oppure no, ma la vostra idea del mondo è ben piantata nell’illusione che negarsi la possibilità di cambiarla quell’idea sia da deboli, da stupidi. Ebbene, voi che siete nati o cresciuti nel periodo in cui il boom economico non aveva saturato l’aria delle vie in cui stendevate i panni o potevate ancora giocare a palla perché le auto erano poche, voi che siete nati e cresciuti un po' più tardi, in quegli anni di piombo in cui l’aria cominciava a pesare proprio come il piombo, voi siete coloro con cui sono più arrabbiata. E parlo di rabbia generazionale, non di questioni personali. Infatti il mondo come è oggi ha il cancro. Quest’ultimo si chiama smog, si chiama sfruttamento delle risorse naturali, si chiama avere più del necessario, si chiama spreco, si chiama NOI.
 
Voi siete imperdonabili. Nel vostro piccolo potevate fare molto, come ad esempio educare i vostri figli al rispetto per l'ambiente, a non farsi rimbambire dalla tv, a non utilizzare l’auto per un percorso breve quanto una passeggiata di 10 minuti. E invece no, neanche adesso che avreste la possibilità di cambiare abitudini e di chiedere scusa al futuro, non fate altro che volere il ponte sullo stretto, le centrali nucleari e l’ennesimo centro commerciale con annesso parcheggio. Ed io e le generazioni che verranno saremo qui a respirare nuovi tumori e a vedere meno colori, tentando di fare comunque qualcosa, mentre “sul ponte sventola bandiera bianca”.
(Stretto di Messina)
Davvero vale la pena distruggere una tale meraviglia, deturpare un paesaggio così unico e splendido?
 
P.S. Essendo un’acerrima nemica delle etichette, non pensiate (giammai!!!), che io sia ambientalista, ecologista, animalista e “bacchettonista”. Sono semplicemente una persona che rispetta l’ambiente, la vita e che dunque tenta, con gli unici mezzi che possiede, di far capire che la direzione che stiamo prendendo non è la più giusta, ma solo la più dannosa. Nonostante le comodità.

08 giugno 2010

Rabbrividisco al solo pensiero


Questo pomeriggio ho deciso di studiare fuori, in terrazzo. L’aria era fresca, l’odore dei fiori intenso. Le voci dei bambini e degli adulti troppo forti. Ad un certo punto ho sentito un bambino di non più di 8 anni gridare un sonoro “vaffanculo” verso qualcuno o qualcosa. Mi aspettavo che venisse ripreso, che gli si dicesse qualcosa. Ma non è successo nulla. Poco dopo altre voci, un bambino di 2 anni che rideva ed un ragazzo che guardava verso il basso dicendogli “Eh mo’ so cazzi tua, il ciuccio non lo puoi prendere perché l’hai fatto cascà de sotto”. Ho rabbrividito al solo pensiero che tutti gli adulti possano rivolgersi così a degli esseri così piccoli e ancora sostanzialmente buoni. E ad un tratto mi si è chiarito tutto. Mi chiedevo come siamo arrivati al punto di distruggere la scuola pubblica, le risorse culturali, l’ambiente. La risposta è molto semplice. Non gliene frega più niente a nessuno di ciò che sarà per il futuro di questo paese. L’importante è solo quel maledetto oggi, adesso. O al massimo domani, perché la speranza che le successive 24 ore portino a qualcosa di migliore c’è sempre. Ma il pensiero di ciò che sarà fra 10, 15 o 20 anni non sfiora la mente di nessuno, a quanto pare. Ed ecco che allora lasciamo quasi passare inosservato un emendamento, il 1707, che determinerebbe una pena minore (non è necessario l’arresto) per chi compie atti di violenza di lieve entità nei confronti dei minori. L'emendamento è stato però ritirato proprio oggi, un sospiro di sollievo. Resta il fatto che stiamo crescendo una società che non si occupa più dei suoi figli e dei suoi nipoti. Il linguaggio che si usa con loro è violento, i gesti compiuti davanti a loro anche e quando parlano non li si ascolta davvero. Basta che stiano davanti alla tv. E se poi fanno qualche danno a scuola, non importa di quale entità sia, tanto la maestra ha sempre torto e i propri figli hanno sempre ragione. Questo sarebbe il modo giusto di educarli? Sarebbe questa la modernità familiare di cui si parla tanto? È questo il modo di prendersi cura dei propri bambini? Rabbrividisco al solo pensiero.